Gaza, una lettura alternativa
di Marco Anca
Su Gaza c’è molta comprensibile confusione, dovuta anche a fattori emozionali. Sta di fatto che solo uno, a mio modesto avviso, ha capito la realtà.
È il presidente colombiano Petro, che a proposito di Gaza ha parlato di atto di guerra degli straricchi (l’1%) contro gli altri (il 99%).
Piaccia o no a chi si crede un borghese, Gaza siamo tutti noi. Oggi tocca agli abitanti di Gaza, e domani?
Un capitalismo di rapina, senza più contrappesi, dopo aver sdoganato l’abolizione dell’intoccabilità della proprietà privata è passato a un’attività che garantisce un altissimo saggio di profitto: la speculazione sulla ricostruzione successiva a un’opera di totale distruzione e uccisione.
Un sito specializzato sulle trasformazioni urbanistiche di Milano ha già teorizzato la “gazificazione” (dovremo abituarci a usare questo termine) di alcuni quartieri del capoluogo lombardo con relativa deportazione degli abitanti.
Ora il criminale di guerra Ben Wallace, ex ministro della difesa britannico, teorizza l’inabitabilità della Crimea, cioè in poche parole la sua “gazificazione” con lo sterminio degli abitanti russi da parte della marmaglia ucraina e dei mercenari assoldati dall’Occidente. Guardate dove si trova la Crimea e capirete che affare può essere.
In questo gli israeliani (a cui viene data da mangiare la biada del “Grande Israele”) e gli ucraini sono solo manovalanza criminale per interessi degli altri, e chi ha combattuto credendo a ragioni ideologiche resterà molto deluso.
I turchi, esperti in genocidio, e i loro proxies tipo i ratti di Hts potrebbero essere i prossimi manovali del genocidio. La costa siriana potrebbe essere l’oggetto di una grande “gazificazione”, con l’eliminazione degli alawiti e dei cristiani che ci abitano.
Chi pensa che Trump voglia tornare ai valori tradizionali è un illuso. Trump è un affarista che si muove in nome e per conto dei comitati di affari transnazionali (i grandi fondi e altri), assieme a personaggi come suo genero Kushner e Blair. I valori tradizionali gli servono solo per raccattare i consensi persi dagli Usa grazie alle follie ideologiche dei democratici, non per altro.
In questo scenario, particolarmente grave è il tentativo di Meloni di guadagnarsi uno strapuntino nell’amministrazione neocoloniale di Gaza: di fatto diventa così una collaborazionista della “gazificazione” presente e futura. Mussolini aveva molta più dignità.
Suprematismo: attribuire un prezzo a tutto, compresa la vita umana. Il profitto sopra a tutto. Ovvero, l’essenza del protestantesimo. Che i cattolici per primi hanno il dovere di rifiutare, ma il peso piuma Leone a quanto sembra non l’ha capito.
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