Funghi a San Pietro

In un momento di forte autolesionismo ho deciso di tornare sul concerto “Grace for the World” che si è tenuto il 13 settembre scorso e, a quanto pare, è ancora visibile on demand per gli abbonati a Disney+.

Non ho voluto vedere il concerto e non ho nessuna intenzione di pagare un solo centesimo alla Disney, apertamente pro gay e pro lgbtq.

Sembra utile però riflettere sulla scelta degli “artisti” fatta dal Vaticano, tutta gente a me sconosciuta, per cui ho dovuto documentarmi tramite il web.

C’era uno il cui nome d’arte è Jelly Roll, un rapper in passato condannato per rapina aggravata e spaccio di droga. Inoltre pare che a un certo punto questo signor Jelly Roll abbia deciso di diventare un “cristiano non convenzionale” (qualunque cosa possa significare).

Tra gli altri fatti notevoli relativi al signor Jelly Roll c’è un’esibizione assieme al signor Snoopy Dogg, famoso perché si prepara “dalle settantacinque alle centocinquanta canne al giorno”, anche se “non tutte sono per lui”.

Una volta al signor Snoopy Dogg l’Australia vietò l’ingresso nel Paese con la seguente motivazione: “Ha una lunga serie di condanne. Non sembra il tipo di persona che vogliamo qui”.

Ed eccoci a un altro “artista”: il signor Bam Bam, il quale risulta essere un rapper e cantante thailandese residente in Corea del Sud, membro della boy band sudcoreana Got7, il quale ha composto una canzone, “Bags Packed”, da lui stesso illustrata così: “In tutta onestà, questa traccia parla di prendere funghi (leggi: allucinogeni, N.d.R.). Ero in visita dalla mia famiglia, che vive a Bali, e siamo finiti a fare una festa a casa. Mia madre ci ha dato un sacco di funghi e il resto è un po’ confuso. Tutto quello che so è che mi sono svegliato e avevo scritto questa canzone. Nel mio stato di sballo, sono riuscito inconsciamente a scriverla in modo molto ambiguo”. Il signor Bam Bam si premura poi di spiegare che un’altra delle sue canzoni, “She Wanna Get Down”, è “solo una canzone sul fare sesso con qualcuno con cui vuoi davvero fare sesso”.

Molto bene. Eccoci al signor Pharrell Williams, che a quanto pare ha cantato una canzone, intitolata “Happy”, nella quale fra l’altro si dice: “Batti le mani se senti che la felicità è la verità”. Risulta anche che il signor Williams, in un impeto di entusiasmo, si sia rivolto così alla folla riunita in piazza San Pietro: “In questo momento storico, vi chiedo di scegliere la grazia. Scegliete la curiosità. Sceglieteli finché non diventano contagiosi. E, insieme, inonderemo il mondo con questa luce e questo amore”.

Forse anche lui aveva preso qualche fungo.

E infine eccoci alla signora Karol G, cantante colombiana celebre per “Pineapple”, video nel quale la signora, vestita (si fa per dire) in modo minimal, è in una giungla e accarezza un pitone che mostra una certa predilezione per le sue parti intime.

Penso che possa bastare. Ho già detto un’altra volta che i droni nel cielo di Roma mi hanno procurato una certa angoscia, specie quando hanno disegnato un faccione di Bergoglio incombente sopra la basilica, come a dire: “Occhio! Lui è ancora qui ed è pronto a misericordiarvi!”. Ma in fondo i droni sono stati nulla rispetto ai vari Jelly Comesichiama and friends.

E ora, tutti assieme a me: battete le mani se sentite che la felicità è la verità!

Come dite? Niente felicità?

Indietristi!

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