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Lettera da Venezia / Così le norme dell’uomo battono la legge di Dio

Carissimo Valli,

oggi ho scoperto mio malgrado che il clero, o chi per esso, è molto più attento alle norme degli uomini che alle leggi di Dio.

Ecco il fatto ci cui sono stato testimone. A Venezia per lavoro, passo davanti alla chiesa di San Pantalon, entro e vedo che nell’altare maggiore non c’è la Luce perpetua. Cerco di capire se Nostro Signore è stato magari spostato nel “tinello”, come lo chiamo io, ma niente, non c’è da nessuna parte. Allora chiedo al custode che ha appena aperto la chiesa alle dieci del mattino (all’esterno ci sono gli orari, come nei negozi): perché non c’è il Santissimo? Risponde che la lampada viene accesa, per motivi di sicurezza, solo dopo l’apertura. Norme antincendio battono Nostro Signore uno a zero.

Ma ecco altre situazioni degne di nota. Su sei altari laterali (cinque visibili, uno chiuso per restauro), tre sono senza tabernacolo, e in un caso è tutt’ora visibile il danno arrecato per la rimozione.

La tavola “modello Lercaro” (Guareschi docet) è della misura di un tavolino da bàcaro (l’osteria tipica veneziana).

Leggio e sedia per il celebrante sono fuori dal presbiterio. Il motivo? Non si sa. Creatività.

Scopro poi che, su quattro chiese, solo in una vengono celebrate le sante messe tutti i giorni feriali e festivi. Nelle altre tre c’è solo la prefestiva.

Per fortuna c’è ancora qualcosa di bello, come il pulpito. E il soffitto è a dir poco strepitoso, uno dei più belli che io abbia mai visto.

Luciano Gallina

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Nella foto, un altare laterale con il tabernacolo estirpato. Nostro Signore sloggiato in nome del rinnovamento

Aldo Maria Valli:
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