Analisi / Sfrattato il Creatore, ecco ciò che resta. E dove stiamo andando
di Martino Mora
Nella controciviltà attuale emergono tre assoluti.
Il dirittumanismo come pensiero unico, ideologia dominante indiscussa e indiscutibile.
La plutocrazia consumistica – il capitalismo – come sistema totalizzante oligarchico e al contempo massificante e scristianizzante.
La tecnoscienza scatenata fino al transumanesimo o postumanesimo.
Questi tre elementi si sostengono e rafforzano reciprocamente, in quanto tutti e tre sono prodotti diretti o indiretti della medesima ragione calcolante, sul primato della quale si instaura il loro dominio. Ciascuno esiste perché sostenuto e rafforzato dagli altri due.
L’anglosfera è l’avanguardia di questa controciviltà.
Per questo pretendere di contrapporre ad esempio il dirittumanismo (e qualsiasi altra forma di umanismo) al tecno-capitalismo plutocratico e transumano rivela un’analisi critica del tutto insufficiente.
Soffermandoci qui soltanto sulla tecnica e non allargando, come potremmo fare, ancora di più il discorso, è certo che l’umanesimo come signoria-usurpazione del soggetto uomo (creatura e non Creatore) sul creato, ben lungi all’essere l’opposto del transumanesimo – come teorizza erroneamente anche Prevost nella sua prima enciclica – ne è la necessaria premessa.
Una volta che il soggetto umano diventa il centro della realtà – che è ciò che vuol dire “umanesimo” – sarà la sua volontà di potenza individuale o di gruppo ad assoggettare tutto ciò che esiste, compreso l’umano stesso, alla propria signoria.
È solo questione di tempo perché – nella dimenticanza del Creatore e dello status naturae lapsae – ogni limite della creatura venga infranto. Anche reclamando “diritti”.
Signoria del potere, signoria dell’avere, signoria del godimento. Signorie illimitate e incondizionate.
L’umanesimo o umanismo contiene già, potenzialmente, il transumano.
Per questo l’umanesimo è transumanesimo in potenza mentre il transumanesimo è umanesimo in atto.



