Vescovo Strickland: “La FSSPX, una storia d’amore”
Se avessi tutta la fede, al punto da trasportare le montagne, ma non avessi l’amore, non sarei nulla
1 Corinzi 13:2
di monsignor Joseph E. Strickland
Quando all’interno della Chiesa ci sono momenti di grande tensione dobbiamo ricordare che ogni giudizio formulato deve in ultima analisi servire alla salvezza delle anime. La verità non può mai essere separata dalla carità, né la carità dalla verità.
Nel pieno delle discussioni sulla Fraternità sacerdotale San Pio X, credo sia necessario porsi una domanda che vada oltre le argomentazioni canoniche o le controversie storiche: che cosa ha mosso questi sacerdoti e fedeli nel corso degli ultimi cinquant’anni?
Per comprendere la Fraternità, dobbiamo ricordarne le origini. L’arcivescovo Marcel Lefebvre non intraprese questo cammino perché fosse facile, né perché gli procurasse onore o pace. Qualunque sia il giudizio su ogni sua decisione, pochi negherebbero che egli soffrì immensamente a livello personale. Credeva che i preziosi tesori affidati da Cristo alla sua Chiesa – il Santo Sacrificio della Messa, la venerabile celebrazione dei sacri misteri, la formazione dei santi sacerdoti e gli insegnamenti perenni della Fede cattolica – stessero correndo il pericolo di essere sminuiti. La sua risposta nacque da un profondo desiderio di preservare e tramandare ciò che generazioni di cattolici avevano ricevuto con gratitudine.
Questo amore per il sacro patrimonio della Chiesa ha continuato a ispirare molti sacerdoti, religiosi e famiglie di fedeli che hanno accettato incomprensioni e sacrifici perché credevano che questi tesori meritassero di essere preservati per le generazioni future.
Se osserviamo onestamente la loro storia, vediamo uomini e donne che hanno sacrificato grandi cose perché credevano di preservare i tesori affidati alla Chiesa da Cristo stesso: il Santo Sacrificio della Messa, la riverenza dovuta alla Santa Eucaristia, la dottrina perenne della Fede cattolica e le sacre tradizioni tramandate nei secoli.
Se ogni decisione presa lungo il cammino sia stata prudente è questione che ogni cattolico ragionevole può discutere. Difficile, in ogni caso, negare l’amore che ha ispirato innumerevoli sacrifici, vocazioni, famiglie e anime fedeli che hanno desiderato solo rimanere vicine a Nostro Signore e fedeli al deposito della fede.
La Chiesa ha sempre riconosciuto che la disciplina esiste per la guarigione, la riconciliazione e il bene delle anime. Essa non dovrebbe mai essere esercitata in modo da oscurare il sincero amore che molti nutrono per Cristo e la sua Chiesa.
Questo è anche un momento di onesta riflessione. In tutto il mondo, numerose contestazioni pubbliche alla dottrina e alla morale cattolica hanno generato grande confusione tra i fedeli. I cattolici si chiedono, naturalmente, perché coloro che rifiutano apertamente gli insegnamenti consolidati della Chiesa spesso non subiscono quasi nessuna correzione, mentre coloro il cui desiderio più profondo è quello di preservare la sacra eredità della Chiesa sono visti come pericoli da punire con le pene più severe. Tali domande non dovrebbero essere ignorate, ma dovrebbero trovare risposta con giustizia, saggezza e carità.
Nessun cattolico dovrebbe rallegrarsi della divisione. Ogni cattolico fedele dovrebbe pregare per la piena e visibile unità. Ma l’unità non si rafforza con il sospetto, né con la paura, bensì con la fiducia reciproca, l’umiltà e il riconoscimento dell’amore sincero, ovunque esso si trovi.
Il Signore ci ha insegnato che il comandamento più grande è l’amore: amore per Dio e amore per il prossimo. Se partiamo da questo, parleremo diversamente gli uni con gli altri, giudicheremo con maggiore attenzione e cercheremo la riconciliazione con più fervore.
Affidando questa questione alla Divina Provvidenza, chiedo a ogni cattolico di pregare, non solo per i fedeli della Fraternità sacerdotale San Pio X, ma anche per il Santo Padre, per i vescovi e per tutti coloro a cui è stata affidata la grave responsabilità di pascere il gregge di Cristo.
Possa ciascuno di noi esaminare il proprio cuore davanti al Cuore di Gesù. Possano coloro che si sono adoperati per preservare le sacre tradizioni della Chiesa continuare ad agire con umiltà, fedeltà e amore. E possano coloro che devono prendere decisioni per la Chiesa universale scrutare a fondo il cuore di chi li ha preceduti, riconoscendo non solo le loro azioni, ma anche l’amore che ha ispirato tali sacrifici.
Il Sacro Cuore di Gesù non è diviso contro sé stesso. Il suo Cuore è la fonte di verità e amore, giustizia e misericordia, ed è a quel Sacro Cuore che ora dobbiamo rivolgerci. Se il Cuore di Cristo ci guida, allora la verità non sarà mai pronunciata senza carità, la giustizia non sarà mai esercitata senza misericordia e l’autorità sarà sempre diretta alla salvezza delle anime.
Possa la Madonna, Madre della Chiesa, intercedere per tutti i suoi figli, affinché rimaniamo saldi nella pienezza della fede cattolica, amandoci gli uni gli altri con la stessa carità del suo Divin Figlio.
«Ora dunque rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e l’amore; ma la più grande di esse è l’amore» (1 Corinzi 13:13).
E Dio Onnipotente vi benedica, Padre, Figlio e Spirito Santo. Amen.



