Bestemmie fra gli adolescenti / Parliamone

Il mio articolo [qui] sul tristissimo fenomeno delle bestemmie fra gli adolescenti ha suscitato alcune reazioni. Più di un lettore mi ha scritto [blogducinaltum301@gmail.com] per confermare. Pare che, in effetti, la bestemmia sia tornata sulle bocche di non pochi dei nostri ragazzi. Io me ne sono reso conto durante quest’estate, frequentando alcuni luoghi all’aperto in cui si riuniscono molti giovani, ma un’insegnante mi ha detto che succede anche a scuola e che i ragazzi spesso non tengono in nessunissima considerazione il rimprovero.

Qualcuno dice che il fenomeno, che sembrava debellato, è tornato con prepotenza in seguito al periodo dei lockdown dovuti alla psicopandemia. Non saprei. Quello che vedo è che i ragazzi mi sembrano del tutto inconsapevoli. Non di rado, se sento una bestemmia e individuo il responsabile, o rimprovero con fermezza. Ma mi accorgo che il ragazzo in questione reagisce con stupore, come se non si rendesse conto della gravità del suo comportamento. Evidentemente non sono abituati alla correzione.

Mandatemi vostre testimonianze. Genitori, nonni, insegnanti, educatori, preti, religiose: fatemi sapere qual è la vostra esperienza in proposito. Forse nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa per combattere questo virus davvero letale e, a quanto pare, dilagante.

Vorrei anche chiedervi qual è la preghiera più efficace da recitare quando si sente una bestemmia. Io recito un “Gloria” in riparazione e poi un’“Ave Maria” e un “Angelo di Dio” per il ragazzo. Ma forse esistono preghiere più specifiche.

Intanto qui sotto un primo contributo.

*

di Valentina Lazzari     

Caro Valli,

non sopporto le bestemmie, e appena ne sento una mi partono in automatico “Pater”, “Ave” e “Gloria” per riparare.

L’altra mattina ero fuori con il mio cane e vedo dei ragazzotti seduti in piazza. Sento un bestemmione e reagisco con forza, rimproverando il responsabile. Tutti mi hanno guardata come se fossi stata la pazza del paese. Ridevano. Mi auguro comunque che quel giovane ogni volta che, ne sono certa, bestemmierà ancora, si ricordi del mio rimprovero, forse poco caritatevole ma spero efficace.

Anni fa (eravamo prima del Covid) mi capitò qualcosa di simile. Sentii una bestemmia pronunciata a gran voce da un ragazzo sui quattordici anni e lo rimproverai. Ma qui successe l’inaspettato. Il ragazzo mi seguì per un po’ e poi incominciò a parlarmi. Aveva bisogno di sfogarsi. Le cose non gli andavano bene, era in pena. Gli dissi che non doveva prendersela con il buon Dio, perché non ha colpe, e lui replicò che nemmeno lui ne aveva e che a casa nessuno “se lo calcolava” (nel gergo giovanile significa che nessuno gli dava ascolto e si curava di lui).

Parlammo per un po’. Non mi mollava più. Aveva proprio bisogno di essere visto e ascoltato da qualcuno. Provai una tristezza infinita: un quattordicenne che ti dice che la sua vita fa schifo!

Penso che il suo articolo, caro Valli, abbia centrato il punto: spesso i ragazzi sono lasciati da soli e se sgarrano non c’è nessuno che metta loro un limite. Così, quando qualcuno fa notare loro che stanno sbagliando, ti guardano attoniti, come se si fosse materializzato un fantasma proveniente da epoche remotissime.

_______________________________

blogducinaltum301@gmail.com

I miei ultimi libri

Sei un lettore di Duc in altum? Ti piace questo blog? Pensi che sia utile? Se vuoi sostenerlo, puoi fare una donazione utilizzando questo IBAN:

IT64Z0200820500000400192457
BIC/SWIFT: UNCRITM1D09
Beneficiario: Aldo Maria Valli
Causale: donazione volontaria per blog Duc in altum

Grazie!