Il vescovo Schneider aderisce alla petizione rivolta al papa a favore della FSSPX

Il vescovo Athanasius Schneider appoggia la petizione che esorta papa Leone XIV a riconoscere la prossima consacrazione dei vescovi della Fraternità sacerdotale San Pio X, così che non ci sia scomunica.

«Chiediamo umilmente a Sua Santità di concedere alla Società di San Pio X la Sua benedizione, il mandato pontificio, per la consacrazione dei vescovi il 1° luglio senza precondizioni», si legge nella petizione che i sostenitori sono invitati a firmare qui e il vescovo Schneider ha sottoscritto.

La petizione sottolinea che solo Leone XIII può concedere il pieno riconoscimento di Roma alla Fraternità sacerdotale San Pio X, la più importante sostenitrice della tradizione nel rito latino: «Pertanto, noi sottoscritti, mossi da un sincero amore per le anime e per la Santa Madre Chiesa, e addolorati per le difficoltà che attualmente affliggono i suoi membri, desideriamo esprimere a Vostra Santità il nostro desiderio di sostenere la Società sacerdotale di San Pio X nella sua lodevole opera di lunga data a favore delle anime».

Dopo aver ricordato che papa Francesco ha concesso alla FSSPX la facoltà di confessare e ha autorizzato i vescovi a delegare i sacerdoti della Fraternità per i matrimoni, la petizione afferma: «Ci ​​appelliamo a Sua Santità in questo momento critico della vita della Chiesa affinché eserciti ora verso la Compagnia di San Pio X la stessa misericordia paterna e la stessa magnanimità di cui solo il Successore di San Pietro è capace».

Se Leone dovesse appoggiare le consacrazioni della FSSPX in programma il 1° luglio, la sua scelta costituirebbe un grande contributo al fine di «scongiurare un inasprimento delle divisioni nella Chiesa e una separazione effettiva dei cattolici buoni e fedeli», separazione che «altrimenti potrebbe protrarsi per decenni» o anche più a lungo, come accadde durante il Grande Scisma del 1054.

«La consacrazione dei vescovi nella Fraternità sacerdotale San Pio X non costituirebbe in alcun modo una minaccia per coloro che potrebbero percepire la Fraternità come tale. Piuttosto, permetterebbe a un buon numero di fedeli cattolici, uniti al sacro patrimonio della Chiesa latina – patrimonio liturgico, devozionale, disciplinare e spirituale – di vivere la propria forma tradizionale di vita cattolica indisturbati, in pace con il resto della Chiesa».

Teologi e prelati come il vescovo Schneider hanno sottolineato che la mancanza di un’intenzione scismatica da parte della FSSPX preclude la scomunica, come chiarisce il diritto canonico.

La petizione sottolinea inoltre che «non sussistono validi motivi per negare al clero e ai fedeli della Fraternità sacerdotale San Pio X il riconoscimento canonico ufficiale», e osserva che «la Fraternità sacerdotale San Pio X crede, pratica il culto e conduce una vita morale come richiesto e riconosciuto dal Magistero supremo e come è stato universalmente osservato nella Chiesa per secoli».

Don Davide Pagliarani, superiore generale della FSSPX,  ha osservato: «Prima di dichiarare eventualmente scismatica una società che conta più di mille membri e rappresenta un punto di riferimento per centinaia di migliaia di fedeli in tutto il mondo, sarebbe opportuno conoscere personalmente coloro che saranno giudicati».

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