Roma scomunica i vescovi della FSSPX ma in Cina ne digerisce un altro “patriottico”, proposto dal Partito comunista
Il Bollettino della Santa Sede ha comunicato ufficialmente l’avvenuta consacrazione a vescovo del reverendo Joseph Chang Yanfeng, che diviene vescovo della diocesi di Chifeng, nella Regione autonoma della Mongolia Interna in Cina.
Il Bollettino ricorda che Leone XIV aveva approvato la candidatura di Chang il 15 giugno scorso, dopo che la candidatura stessa era stata avanzata dall’Associazione patriottica cinese, longa manus del regime.
Nato il 4 aprile 1984 a Beizhen, nella provincia di Liaoning, Chang Yanfeng appartiene alla struttura religiosa riconosciuta dallo Stato cinese, in pratica una pseudo-chiesa cattolica gestita dal partito comunista.
Tre settimane fa il neovescovo ha presieduto una riunione in cui la Chiesa locale si è impegnata ad attuare la controversa Legge sulla promozione dell’unità e del progresso nazionali, che promuove la politica della sinicizzazione forzata a scapito delle lingue e delle culture delle minoranze etniche, questione particolarmente delicata nella Mongolia Interna, dove l’etnia mongola costituisce circa il 18% della popolazione.
La cerimonia di ordinazione è stata presieduta dal vescovo Meng Qinglu, vicepresidente dell’Associazione patriottica cattolica cinese, l’organismo filogovernativo che sovrintende alla “Chiesa cattolica” controllata dallo Stato.
L’accordo provvisorio sino-vaticano del 2018, mai reso pubblico ufficialmente, dovrebbe consentire a entrambe le parti di accettare o rifiutare i candidati a vescovo, ma di fatto è il papa che accetta le proposte della Chiesa patriottica.
L’accordo, rinnovato nel 2024 per altri quattro anni, è un tradimento dei cattolici clandestini rimasti fedeli al Vaticano nonostante le persecuzioni statali ed è anche uno strumento del Partito comunista cinese per comprare il silenzio del Vaticano sulle violazioni dei diritti religiosi, etnici e politici.
A questo punto la FSSPX, che si è vista comminare le scomuniche per aver consacrato quattro vescovi senza il mandato papale, dovrebbe prenderne atto. Per essere in piena comunione e consacrare vescovi graditi a Roma, basta chiedere il permesso al Partico comunista cinese e il gioco è fatto.



