Chiesa in uscita (di testa) / 11. Un mega-corallo nella casa del Signore. Ma perché?
Si chiama “Le souffle”, “Il respiro”, ed è una scultura alta sette metri, larga sei e pesante 450 chili, sospesa sopra la navata centrale della chiesa di Saint-Eustache, a Parigi. Definita “opera d’arte”, è in alluminio rosso e vorrebbe evocare i coralli, l’albero della vita e il cuore umano. Obiettivo dichiarato: “Sensibilizzare l’opinione pubblica sulla fragilità degli oceani”.
Visibile fino al 29 settembre, l’opera è di Lydie Arickx. Visto da vicino, l’albero o cuore o corallo che sia rivela un reticolo di rami intrecciati che sono corpi umani. Perché “la vita minacciata assume forma umana e la navata diventa una cassa di risonanza per un respiro fragile”, spiega il curatore, Yannick Mercoyrol, che vi scorge “una delicata membrana tra il visibile e l’invisibile, la materia e lo spirito, che con la sottile trasparenza diventa una pausa tra cielo e terra”.
Ora, con tutto il rispetto per artista e curatore, vien da chiedersi: ma perché in una chiesa? Non potevate esporre la vostra opera altrove? Domanda da rivolgere anche ai responsabili della chiesa di Saint-Eustache. I quali, dopotutto, anziché “sensibilizzare l’opinione pubblica sulla fragilità degli oceani”, dovrebbero invitare alla preghiera e alla conversione. Anche perché la chiesa non è “cassa di risonanza per un respiro fragile” ma, molto più semplicemente, la casa del Signore. O no?



