Nella cattedrale di Notre-Dame a Ottawa, alla presenza di monsignor Alain Faubert, vescovo della diocesi di Valleyfield, drante una messa per la Giornata nazionale canadese della verità e della riconciliazione, si è svolta una cerimonia di purificazione indigena, con annessa preghiera rivolta verso i quattro punti cardinali.
Nota anche come Giornata della camicia arancione, la Giornata nazionale canadese per la verità e la riconciliazione vuole commemorare i sopravvissuti al sistema delle scuole residenziali canadesi, le loro famiglie e i bambini che non sono mai tornati a casa.
Poco importa che la bufala anticattolica delle scuole residenziali si sia sgonfiata da tempo, visto che dopo anni di ricerche, e otto milioni di dollari di spesa, dei presunti corpi dei bimbi scomparsi non si è trovata traccia.
La messa è iniziata con il sacerdote che dopo il segno della croce si è fatto da parte per lasciare spazio a una signora che dall’altare ha proceduto al “riconoscimento del territorio” e alla “purificazione” mediante il fumo di alcune “piante sacre” e una piuma d’aquila.
Poi la signora sciamana ha recitato la “preghiera dei quattro punti cardinali” utilizzando ancora una volta “piante sacre” quali “erba dolce, cedro, salvia e tabacco”.
Ora, va bene l’inculturazione, ma ho come la sensazione che qui si entri nel campo della magia, se proprio non vogliamo dire della stregoneria.
A quando l’uso della bacchetta di Harry Potter? E che ne direste di un unicorno? Idea per la prossima Giornata.