La Georgetown University, l’ateneo dei gesuiti americani a Washington, organizza durante il mese di ottobre l’iniziativa denominata OUTober, un programma di attività sulla storia e le comunità LGBTQIA+. Tra gli eventi annunciati figurano una messa di appartenenza (Mass of Belonging) e una celebrazione ebraica denominata Pride Shabbat.
In un comunicato l’università rivendica il suo ruolo di prima istituzione cattolica e gesuita di istruzione superiore che ha creato un apposito centro di risorse LGBTQIA, inaugurato nel 2008, parte di un lungo impegno «per l’inclusione e la celebrazione della comunità LGBTQIA+».
La messa di appartenenza viene celebrata nella cappella Dahlgren, all’interno del campus universitario. Il Pride Shabbat include una celebrazione religiosa ebraica, interventi degli studenti e una cena durante la quale viene servito challah (il pane ebraico) con i colori dell’arcobaleno.
La speciale programmazione della Georgetown per il mese di ottobre inizia con un incontro sull’identità queer e le tradizioni religiose dharmiche, con la partecipazione di rappresentanti di buddhismo, jainismo, induismo e sikhismo.
Il 13 ottobre viene celebrato il National Coming Out Day, giornata dedicata a promuovere la visibilità delle persone LGBTQIA+, con attività studentesche e distribuzione di materiale promozionale.
Il Centro risorse LGBTQIA e il Centro donne offre per l’occasione indumenti e accessori, tra cui reggiseni compressori del petto (chest binders) e nastri adesivi speciali (transtape) da utilizzare per modificare il proprio fisico.
Fa parte del programma la presentazione di un libro su un «ministro religioso non binario dell’epoca dell’indipendenza americana». Sono previste anche attività culturali e rappresentazioni di «The Rocky Horror Picture Show».
Qui siamo molto ma molto in uscita (di testa).